Palermo è una delle poche città europee dove puoi uscire dall'albergo a piedi e in un'ora essere su una montagna a picco sul mare. Goethe definì Monte Pellegrino "il promontorio più bello del mondo", e i palermitani lo salgono da secoli come atto di devozione. Ecco i tre trekking che consigliamo, in ordine di vicinanza al centro.
Monte Pellegrino: la salita al santuario
Percorso: dalla Fiera/Le Croci per l'antica "Scala Vecchia" fino al Santuario di Santa Rosalia (429 m). Dislivello: ~400 m. Tempo: 1h30–2h a salire. Difficoltà: facile-media, su acciottolato storico.
È il cammino dei pellegrini che dal Seicento salgono alla grotta della "Santuzza", la patrona che secondo la tradizione liberò Palermo dalla peste del 1624. La Scala Vecchia è una mulattiera lastricata che taglia i tornanti della strada: si sale tra pini e falesie con il golfo che si apre a ogni curva. In cima, il santuario è scavato nella roccia viva, con l'acqua che stilla dalle pareti considerata miracolosa. Dalla terrazza vicina alla statua di Santa Rosalia la vista abbraccia tutta la città, da Capo Zafferano a Capo Gallo. Al ritorno, fermata obbligata per una spremuta o un gelo di anguria: è la ricompensa ufficiale della salita — ed è esattamente come chiudiamo la nostra escursione guidata a Monte Pellegrino.
Monte Gallo: il faro e la riserva di Capo Gallo
Percorso: da Mondello (via Tolomea) o da Barcarello verso il semaforo e il faro di Capo Gallo. Tempo: 2h30–3h30 andata e ritorno secondo la variante. Difficoltà: media; qualche tratto assolato e pietroso.
La riserva di Capo Gallo è il lato selvaggio di Mondello: falesie bianche, macchia mediterranea, capre al pascolo e un faro ottocentesco affacciato sul blu. Dal sentiero alto la vista corre da Mondello all'isola delle Femmine; con l'aria tersa si vede Ustica. In basso, la scogliera di Barcarello è piena di calette dove tuffarsi al ritorno — porta il costume nello zaino, non te ne pentirai.
Sferracavallo: il sentiero del tramonto
Percorso: anello basso della riserva dal borgo di Sferracavallo. Tempo: 1h30–2h. Difficoltà: facile.
Sferracavallo è un borgo di pescatori rimasto vero, e il suo tratto di costa guarda a ovest: è il posto giusto per il tramonto. Il sentiero costeggia il mare tra rocce e ginepri fino alle piscine naturali; al rientro, i ristoranti del borgo servono frutti di mare a prezzi da paese. La nostra passeggiata al tramonto con bagno e aperitivo nasce esattamente da questo rituale palermitano.

Cosa portare e quando andare
- Acqua: almeno 1,5 litri a testa in estate. Sui sentieri non ci sono fontane affidabili.
- Scarpe: da trekking leggere o sneaker con suola scolpita; il calcare levigato è scivoloso.
- Sole: cappello e crema sempre. Da giugno ad agosto parti entro le 8 o dopo le 17 — a mezzogiorno questi sentieri non hanno ombra.
- Stagione migliore: ottobre–maggio per camminare, giugno e settembre per abbinare bagno e sentiero. La fioritura di marzo-aprile è spettacolare.
- Extra: costume e telo in fondo allo zaino, sempre. Qui il trekking finisce in acqua.
Nessuno di questi percorsi richiede esperienza alpinistica, ma il sole siciliano non perdona la leggerezza: con acqua, orari giusti e un minimo di allenamento sono tre giornate indimenticabili — e tutte cominciano a mezz'ora dal centro.




