Favignana è la più grande delle isole Egadi, una farfalla di tufo e acqua trasparente a mezz'ora di aliscafo da Trapani. Si può fare in giornata da Palermo? Sì — ma solo se la logistica è impeccabile, perché ogni mezz'ora persa a terra è mezz'ora rubata a Cala Rossa. Ecco come funziona davvero.
La logistica: Palermo → Trapani → Favignana
Non esistono collegamenti diretti da Palermo: si arriva al porto di Trapani e da lì si prende l'aliscafo Liberty Lines (25–30 minuti, circa 20 € andata e ritorno). In alta stagione le corse sono frequenti dalla mattina presto; fuori stagione controllate bene gli orari di rientro, perché l'ultima corsa può essere prima di quanto pensiate.
Palermo–Trapani sono circa 100 km: in auto poco più di un'ora via A29, in bus (Segesta/Autoservizi) circa due ore. Il treno è la scelta sbagliata: lento e con la stazione lontana dagli imbarchi. Tradotto: per prendere l'aliscafo delle 9 dovete lasciare Palermo entro le 7. Chi non vuole gestire auto, parcheggio al porto e biglietti separati può partire con la nostra spedizione di un giorno a Favignana da Palermo con kayak ed e-bike, dove trasferimenti e attrezzatura sono già organizzati.
La bici è IL mezzo (non un'opzione)
Favignana è quasi piatta sul lato est, le distanze sono brevi (l'isola misura 9 km da punta a punta) e le calette più belle si raggiungono da stradine tra i muretti a secco dove l'auto è solo un ingombro. Appena sbarcati, noleggiate una bici: i rental sono a dieci metri dal porto, da ~10 € al giorno per una city bike, di più per le e-bike — che valgono la spesa se volete affrontare anche il lato ovest, dove la salita verso il castello di Santa Caterina si fa sentire. Pedalare tra le cave di tufo con il mare che compare dietro ogni curva è metà del piacere dell'isola.
Cala Rossa, Bue Marino e le altre
Cala Rossa è la cartolina: un anfiteatro di tufo scavato dalle antiche cave che precipita in un'acqua così trasparente che le barche sembrano sospese. Niente sabbia: ci si stende sulle piattaforme di roccia e si scende da punti che conviene individuare con calma. Il nome, dicono, viene dal sangue della battaglia navale del 241 a.C. tra Roma e Cartagine, combattuta proprio in queste acque.
Bue Marino, poco più a sud, è la sorella scenografica: cave a picco, pareti geometriche, acqua blu cobalto. Insieme a Cala Rossa è il motivo per cui si viene a Favignana. Se cercate sabbia vera, puntate su Cala Azzurra o sulla spiaggia di Lido Burrone, più comode per famiglie. Un ordine sensato in giornata: Cala Rossa a metà mattina, Bue Marino a mezzogiorno, Cala Azzurra nel pomeriggio.

La tonnara Florio: la memoria dell'isola
Prima del turismo, Favignana era la capitale mondiale del tonno. L'ex Stabilimento Florio, accanto al porto, è una cattedrale di archi e ciminiere dove si lavorava il pescato della mattanza; oggi è un museo che racconta la civiltà della tonnara con filmati d'epoca e le voci degli ultimi tonnaroti. Un'ora ben spesa, perfetta appena sbarcati o prima del rientro, quando il sole picchia.
Kayak: l'isola vista dall'acqua
Molte delle pareti di tufo e delle groette si apprezzano solo dal mare. Un giro in kayak lungo la costa nord-est — Cala Rossa e Bue Marino viste dall'acqua sono un'altra cosa — è il complemento perfetto alla bici, e con mare calmo è adatto anche a chi non ha esperienza. È esattamente la combinazione che usiamo noi: kayak al mattino, e-bike e calette al pomeriggio.
Quando la gita in giornata NON conviene
- Ad agosto: aliscafi pieni, calette prese d'assalto, bici in coda sulle sterrate. Se potete, giugno o settembre.
- Con vento forte: le corse possono saltare e il rientro diventa un'incognita; controllate il meteo marino il giorno prima.
- Se volete anche Levanzo o Marettimo: in un giorno da Palermo si fa bene UNA isola. Le tre Egadi richiedono almeno una notte a Favignana o a Trapani.
- Se partite tardi: arrivare sull'isola a mezzogiorno significa vedere la metà pagando intero. In quel caso meglio una gita più vicina: trovate le alternative tra le nostre gite di un giorno.
Fatta con gli orari giusti, Favignana in giornata è una delle gite più appaganti della Sicilia occidentale: si parte dal caos meraviglioso di Palermo e tre ore dopo si pedala nel blu.



