Epic Sicily
Get inspired
Food 6 min di lettura

Dolci siciliani a Palermo: cannolo, cassata e brioscia col gelato

Dolci siciliani a Palermo: cannolo, cassata e brioscia col gelato

A Palermo il dolce non è la fine del pasto: è un'istituzione con le sue regole, i suoi orari e le sue liturgie. La pasticceria siciliana nasce dall'incontro tra la mandorla e lo zucchero portati dagli arabi, la ricotta di pecora dei pastori e secoli di monasteri dove le suore inventavano capolavori. Questa guida ti dice cosa ordinare, come riconoscere il banco serio da quello per turisti, e cosa trovi solo in certi mesi dell'anno.

Il cannolo: la regola che non si discute

Un cannolo serio si riconosce da una cosa sola: viene riempito davanti a te. La scorza — croccante, bollosa, fritta nello strutto — e la ricotta di pecora setacciata devono incontrarsi all'ultimo momento, altrimenti la scorza si ammorbidisce e il cannolo è già morto. Se in vetrina vedi file di cannoli farciti che aspettano, cambia pasticceria senza rimpianti. Le guarnizioni classiche sono granella di pistacchio, scorza d'arancia candita o gocce di cioccolato; il prezzo giusto in città va dai 2,50 ai 4 € secondo la dimensione.

La cassata: barocco da mangiare

La cassata è il dolce più scenografico dell'isola: pan di Spagna, ricotta dolce, pasta reale verde, glassa bianca e frutta candita a corona. Nata (pare) alla corte araba e perfezionata nei monasteri, la versione "ufficiale" fu codificata a Palermo nell'Ottocento. Una fetta vera è ricca ma equilibrata, mai stucchevole: se sa solo di zucchero, era vecchia o fatta male. C'è anche la sorella minore, la cassatina, formato monoporzione perfetto per l'assaggio.

Iris, setteveli e le altre

L'iris è una bomba fritta ripiena di ricotta e gocce di cioccolato, nata nel 1901 e ancora oggi colazione operaia per eccellenza: si mangia calda, la mattina. La setteveli, invece, è la palermitana moderna: sette strati di cioccolato e nocciola creati nel 1997, oggi copiati ovunque. E poi la testa di turco, le paste di mandorla, i biscotti regina col sesamo: ogni banco ha le sue specialità.

Preparazione di dolci siciliani durante un laboratorio di pasticceria
Le mani in pasta: il modo più diretto per capire la pasticceria siciliana

La brioscia col gelato: la colazione dell'estate

Da maggio a settembre la colazione dei palermitani cambia forma: brioscia col tuppo (il ricciolo in cima) tagliata a metà e riempita di gelato o di granita. Le combinazioni canoniche: gelsi neri quando è stagione, mandorla, caffè con panna, pistacchio. Non è un dessert, è un pasto — e nessuno ti giudicherà se la mangi alle otto del mattino, anzi.

I dolci stagionali: il calendario conta

  • Ottobre–novembre: la frutta martorana, i frutti finti di pasta di mandorla per i Morti (2 novembre), insieme ai pupi di zucchero.
  • Marzo: le sfince di San Giuseppe, nuvole fritte con ricotta per il 19 marzo.
  • Estate: granite e gelo di anguria (il "gelo di mellone"), profumato al gelsomino.
  • Carnevale: chiacchiere e pignolata.

Dove la tradizione conta davvero

Il criterio è sempre lo stesso: cerca i posti dove la ricotta è di pecora (chiedilo: chi la usa lo dichiara con orgoglio), dove il cannolo si riempie al momento e dove la fila è fatta di palermitani. Diffida dei banchi con cento dolci esposti al sole davanti ai monumenti.

E se vuoi passare dall'assaggio alla pratica, le nostre esperienze di cucina — dalla lezione di arancine e cannoli su richiesta ai laboratori di pasticceria — si prenotano con data flessibile. Tutte le altre esperienze golose sono nella sezione gastronomia.